Prendiamoci la visibilità che meritiamo

CycleSafely avvisa in tempo reale gli automobilisti quando un ciclista è sulla stessa strada, nelle immediate vicinanze. Una posizione visibile, tutto automaticamente.

Gratuita per chi guida · Disponibile per iOS e Android

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Un rischio che conosciamo bene

In Italia ogni anno quasi 200 ciclisti perdono la vita sulla strada. Nella maggior parte dei casi non per imprudenza, ma perché, semplicemente, non vengono visti in tempo.

Fonte: ISTAT, Incidenti stradali 2024

Come funziona

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Attivi l'app

Il ciclista attiva CycleSafely prima di partire.

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Diventi visibile

Il GPS trasmette la tua posizione ogni pochi secondi, in automatico.

🔔

L'automobilista viene avvisato

Chi guida riceve un avviso automatico quando sei nelle vicinanze. Nessuna distrazione, nessuna azione richiesta.

In abbonamento
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Se pedali

Rendi la tua posizione visibile agli automobilisti intorno a te, in modo automatico e senza pensieri.

Gratis
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Se guidi

Ricevi un alert quando un ciclista è sulla tua stessa strada, per una guida più consapevole.

Perché abbiamo creato CycleSafely

🧑‍💻

Chi pedala in città lo conosce bene quel momento: sei su strada, tieni la tua linea, fai tutto nel modo giusto — eppure basta che un'auto non ti veda un istante prima, e quell'istante è tutto. Non serve la cattiveria di qualcuno. Serve solo che, nel punto e nel momento sbagliato, tu sia invisibile.

CycleSafely nasce da lì: dalla convinzione che gran parte del rischio, sulle nostre strade, non venga dallo scontro tra chi pedala e chi guida, ma da una semplice mancanza di informazione. L'automobilista, nella maggioranza dei casi, non vuole mettere in pericolo nessuno. Semplicemente non sa che sei lì.

Abbiamo pensato a uno strumento che colmasse quella distanza nel modo più discreto possibile: nessun allarme costante, nessuna colpa da attribuire, nessuna guerra tra categorie. Solo un'informazione utile che arriva a chi guida quando serve, e una presenza in più per chi pedala. Una strada condivisa funziona meglio quando le persone che la percorrono riescono a vedersi.

Non pensiamo che la tecnologia da sola risolva la sicurezza stradale — servono infrastrutture, cultura, tempo. Ma crediamo che possa fare la sua parte, subito, mentre tutto il resto cresce. CycleSafely è il nostro modo di iniziare.

Chi ne parla

"CycleSafely utilizza il GPS dello smartphone per segnalare in tempo reale la presenza di ciclisti agli automobilisti nelle vicinanze."

— BDC Mag

"Una tecnologia semplice ma efficace che punta a ridurre gli incidenti tra auto e biciclette sulle strade italiane."

— Tuttobici

Presto qui le testimonianze di chi usa CycleSafely ogni giorno.

La strada si condivide meglio quando ci si vede.

Sicurezza in tempo reale, per chi pedala e per chi guida.

Domande frequenti

Raggruppate per argomento — dal funzionamento dell'app alle domande più tecniche e legali.

Il prodotto

CycleSafely è un'app mobile che rende i ciclisti visibili agli automobilisti in tempo reale, prima che siano nel loro campo visivo. Il ciclista attiva la modalità visibilità: l'app trasmette posizione, velocità e direzione via GPS in background, aggiornando ogni 3-5 secondi, senza dover tenere lo schermo acceso. L'automobilista in modalità guida riceve un avviso automatico — con distanza precisa in metri — quando un ciclista si trova entro 200 metri sulla sua traiettoria. Nessuna interazione richiesta: l'avviso arriva e basta.

È la preoccupazione più intuitiva, ma funziona al contrario. CycleSafely non richiede all'automobilista di guardare lo schermo, toccare nulla o rispondere. L'avviso è passivo — audio e vibrazione — esattamente come un avviso del navigatore GPS. Senza CycleSafely, il ciclista appare improvvisamente nel campo visivo e quella sorpresa sottrae attenzione in modo brusco. L'avviso anticipato a 200 metri fa l'effetto opposto: prepara il guidatore prima che il ciclista sia visibile.

"Un avviso anticipato non distrae. Prepara."

CycleSafely usa un sistema a quattro filtri. Il primo verifica la freschezza del dato GPS: dati vecchi anche di pochi secondi vengono scartati. Il secondo controlla l'accuratezza del segnale, escludendo aree con segnale degradato come gallerie o zone dense. Il terzo analizza la direzione di marcia, così un ciclista che procede in direzione opposta su una strada parallela non genera un avviso. Il quarto usa le Google Roads API per verificare che ciclista e automobilista siano sulla stessa infrastruttura stradale: piste ciclabili separate, strade a livelli diversi o vicoli paralleli vengono esclusi automaticamente.

No. L'avviso è pensato per essere ricevuto senza distrarre chi guida: nessuna azione richiesta, nessuna interazione con lo schermo. Serve solo ad aumentare la consapevolezza.

Risposta in arrivo — stiamo finalizzando i test sul consumo energetico.

Risposta in arrivo — stiamo ottimizzando il funzionamento in condizioni difficili.

CycleSafely è in fase di sviluppo avanzato. Lascia la tua email per essere avvisato al lancio ed entrare tra i primi utenti della tua città.

Il modello di adozione

La critica parte da un'assunzione sbagliata: che gli incidenti gravi con i ciclisti siano causati principalmente da guidatori consapevolmente negligenti. I dati raccontano una storia diversa: la maggior parte delle collisioni tra auto e biciclette avviene per mancata percezione — curve, incroci, retromarcia, abbagliamento, scarsa visibilità notturna o meteorologica. L'automobilista spesso non ha visto il ciclista, non lo ha ignorato. CycleSafely agisce su questo spazio specifico: trasforma un ciclista invisibile in un ciclista segnalato 5-10 secondi prima che sia visibile.

"Il bersaglio di CycleSafely non è il guidatore maleducato. È il guidatore normale che in una curva cieca non può vedere quello che non vede."

Questa è la tensione reale del modello, e va dichiarata onestamente: CycleSafely funziona meglio dove la base utenti è densa. Per questo la strategia di lancio è geograficamente concentrata — Genova come città pilota — con l'obiettivo di raggiungere una massa critica locale prima di espandersi. Anche con penetrazione parziale, ogni automobilista aggiuntivo aumenta la copertura per tutti i ciclisti attivi in quella zona.

CycleSafely funziona anche per un solo ciclista: se un automobilista con l'app si avvicina, riceve comunque l'avviso. Più ciclisti sono attivi, più la rete è utile per tutti — per questo stiamo costruendo la community città per città.

Gli serve più di quanto pensi. Ogni automobilista attento ha avuto almeno una volta la sorpresa di un ciclista apparso all'improvviso in curva o al calar del sole — quella reazione istintiva è già un quasi-incidente. CycleSafely converte quella sorpresa in un avviso anticipato: meno rischio di impatto, meno rischio legale, meno stress. Non è un'app di sicurezza per i ciclisti: è uno strumento di guida più consapevole per chi guida. Ed è gratuita, per sempre, per tutti gli automobilisti.

Oggi sì, ed è gratuita. Ma la nostra visione va oltre: stiamo lavorando perché in futuro l'avviso possa raggiungere chi guida attraverso gli strumenti di navigazione che già utilizza, senza dover installare nulla. Il ciclista che ci sceglie diventa visibile a un numero sempre maggiore di automobilisti.

Conseguenze in caso di incidente

Le risposte di questa sezione toccano aspetti legali: sono riportate come riferimento informativo e non sostituiscono una consulenza legale.

Un incidente con un ciclista non finisce con l'incidente. Sul piano penale, gli articoli 589-bis e 590-bis del Codice Penale prevedono rispettivamente il reato di omicidio stradale e lesioni personali stradali gravi o gravissime, con aggravanti specifiche per chi investe utenti vulnerabili come i ciclisti. Sul piano amministrativo è prevista la sospensione della patente. Sul piano civile, il guidatore — o la sua compagnia assicurativa — risponde del risarcimento dei danni, con iter legali che possono protrarsi per anni. Sul piano assicurativo, un sinistro con lesioni gravi comporta tipicamente l'aumento del premio o, nei casi più gravi, la revoca della polizza.

Fonti: art. 589-bis e 590-bis c.p.; Codice della Strada art. 148 (modificato 2024); sentenza Cassazione n. 20792/2025.

Sì, in modo significativo. La riforma del Codice della Strada entrata in vigore a dicembre 2024 ha introdotto una distanza minima obbligatoria di un metro e mezzo per il sorpasso dei ciclisti (art. 148 c.d.s.). Il mancato rispetto di quella distanza diventa prova oggettiva della colpa specifica in caso di incidente. La giurisprudenza recente, compresa la sentenza 20792/2025 della Corte di Cassazione, ha rafforzato il principio di responsabilità presunta dell'automobilista nel coinvolgimento di utenti vulnerabili.

"CycleSafely avvisa l'automobilista a 200 metri. La norma dà la misura. L'app dà il tempo."

CycleSafely non è uno scudo legale e non va presentata come tale. Quello che fa è ridurre la probabilità che l'incidente avvenga, agendo sul tempo di reazione. Un avviso a 200 metri, su una strada urbana a 50 km/h, equivale a circa 14 secondi di preavviso — abbastanza per rallentare, spostarsi, prepararsi.

Il quadro più ampio

CycleSafely non sostituisce la cultura stradale, l'educazione, i controlli o le infrastrutture, e non li sostituirà mai. Il problema ha tre componenti — utenti, veicoli, infrastruttura — e su tutte occorre lavorare in parallelo. CycleSafely agisce su un sottoinsieme specifico: gli incidenti da scarsa visibilità reciproca. Secondo i dati ISTAT 2024, quasi 200 ciclisti perdono la vita sulle strade italiane ogni anno. Se una parte di questi incidenti è evitabile con un avviso di pochi secondi, vale la pena provarci.

Gli ADAS attuali rilevano ciclisti solo quando sono già nel campo visivo o a distanza ravvicinata — la logica è reattiva. CycleSafely è predittiva: segnala la presenza di un ciclista prima che sia visibile, usando la sua posizione GPS trasmessa in tempo reale. Sono due strati diversi e complementari. Sul parco auto circolante in Italia, con un'età media superiore ai 12 anni, gli ADAS avanzati per il rilevamento ciclisti sono presenti su una frazione minima dei veicoli. CycleSafely funziona su qualsiasi smartphone, su qualsiasi auto, oggi.

Probabilmente sì, e i dati preliminari su veicoli autonomi in contesti controllati sono promettenti. Le stime più ottimistiche collocano una penetrazione significativa nel parco auto circolante non prima di 15-20 anni. Nel frattempo, sulle strade italiane circolano ogni giorno milioni di ciclisti accanto a veicoli guidati da esseri umani. CycleSafely esiste per quel frattempo.

Privacy e dati

I dati di posizione individuale in tempo reale non vengono conservati oltre la durata della sessione attiva: al termine, la posizione viene cancellata automaticamente dal sistema. CycleSafely può generare dati aggregati e anonimi sulla mobilità ciclistica, utili per pianificazione urbana e ricerca, ma questi dati non contengono mai informazioni riferibili al singolo utente. Il trattamento è conforme al GDPR UE 2016/679. La posizione individuale in tempo reale non viene mai venduta né ceduta; i dati aggregati anonimi possono essere usati solo per finalità statistiche e di ricerca.

No. La tua posizione in tempo reale serve solo a renderti visibile agli automobilisti nelle immediate vicinanze, e non viene mai venduta come dato individuale. Eventuali dati utilizzati per finalità statistiche o di ricerca sono trattati esclusivamente in forma aggregata e anonima, nel pieno rispetto del GDPR.

Solo gli automobilisti che stanno percorrendo la tua stessa strada nelle immediate vicinanze, e solo per il tempo necessario a segnalare la tua presenza. Nessun altro utente può seguirti o vedere i tuoi spostamenti.

Modello di business

Il modello è freemium asimmetrico: gli automobilisti usano l'app gratuitamente, senza limiti e per sempre. I ciclisti che attivano la modalità visibilità sottoscrivono un abbonamento mensile o annuale. La logica è diretta: chi riceve il beneficio primario di sicurezza sostiene il servizio. Gli automobilisti gratuiti aumentano il valore della rete per tutti i ciclisti abbonati, creando un incentivo strutturale alla crescita della base automobilisti.

Per chi guida CycleSafely è gratuita e lo resterà sempre. Per chi pedala sarà disponibile un abbonamento che ti rende visibile agli automobilisti intorno a te in modo automatico — i dettagli sui prezzi saranno comunicati al lancio.

No, e questa distinzione è esplicita nella visione del progetto. CycleSafely è uno strumento complementare: non sostituisce corsie ciclabili, zone 30 o rallentatori — li affianca. La sua funzione è ridurre gli incidenti da scarsa visibilità reciproca su strade dove ciclisti e automobilisti si trovano già a coesistere. Costruire infrastrutture richiede anni e risorse pubbliche significative. CycleSafely funziona su quelle strade oggi, con le infrastrutture che esistono.

La sicurezza si costruisce insieme

Scarica CycleSafely. Gratuita per chi guida, in abbonamento per chi pedala.